SOCIETA’ CICLISTICA CASTELLETTESE

 

Fondata nel novembre 1979 la società ciclistica castellettese è giunta ormai alla sua 28a stagione di attività. In 28 anni sono stati effettuati più di 800 tesseramenti e organizzate più di 250 gare. Nel complesso il sodalizio ciclistico castellettese ha ottenuto più di 1000 vittorie. Fra queste spiccano 21 titoli regionali fra cui il Campionato Regionale Cronosquadre Juniores (con Roberto Taricco, Alex Guidetti e Walter Pedroni) e Allievi (con Massimo Comola, Giovanni Policastro e Massimo Finotti) del 1988, risultato mai ottenuto in precedenza da nessuna società novarese. In campo nazionale fanno spicco 3 medaglie di bronzo ai campionati nazionali, ottenuti da Antonella Tartaggia, Antonietta Policastro e Walter Pedroni, un 5° posto nel Campionato Italiano Juniores su strada con Roberto Taricco, un 5° posto nell’Individuale a Punti su Pista con Emanuele Bonetto.

Due dei ragazzi che hanno militato nelle file biancocelesti sono passati al professionismo, Walter Pedroni e Giuseppe Tartaggia. Quest’ultimo era stato in precedenza Campione Italiano Dilettanti.

La storia del sodalizio castellettese iniziò dalla passione di cinque sportivi, Ernesto Gusmeroli, Sergio Pedroli, il compianto Giancarlo Salmoiraghi, Cesidio Riccitelli e Gianfranco Isotta che grazie al contributo economico offerto dal Presidente Onorario Alfio Gottardo provvidero ad effettuare i primi acquisti (auto, biciclette ed abbigliamento) necessari per l’attività sportiva. A loro si aggiunsero altri appassionati e sotto l’impulso determinante del grande presidente provinciale Gino Cavagliano nacque il club biancoazzurro che svolse il suo primo anno di attività nel 1980 con dieci tesserati sotto la guida del Presidente Gattico. L’anno seguente fu rafforzato il settore giovanile grazie ai preziosi consigli di Desiderio Laurenzi, il dirigente piemontese che più si è speso in questi anni per la promozione giovanile.

I tesserati salirono a 55, un risultato eccezionale mai più eguagliato o superato, anche a seguito del calo della natalità.

Una curiosità che riguarda il club castellettese: nella cronometro a squadre valida per il campionato regionale del 1990 i ciclisti castellettesi furono i primi in Italia in assoluto, anche prima dei professionisti, ad utilizzare ruote a razze in fibra di carbonio che furono fornite dal celebre meccanico di Galliate Ottaviano Frugeri.

Nel marzo di quest’anno il club castellettese ha curato l’allestimento presso la Sala Albino Calletti di una mostra intitolata “Ciclismo, ieri e oggi”. L’evento ha avuto un successo oltre ogni più rosea aspettativa e si è aggiunto al successo per l’organizzazione del G.P. Resistenza e Caduti Castellettesi – Memorial Simonini, che ha visto ai nastri di partenza ben 140 corridori. Anche la stampa locale ha contribuito al successo dell’evento grazie alle numerose recensioni che hanno reso orgogliosi gli organizzatori del lavoro svolto. E’ bello vedere che nonostante il persistente tormentone del problema doping, il ciclismo continui a raccogliere interesse e sia anche percepito come fenomeno storico-culturale. Nella mostra erano esposti veri reperti storici di valore inestimabile: maglie e biciclette da corsa dei più grandi campioni della storia, come Fausto Coppi e Gino Bartali. Entrare nella sala e vedere quegli oggetti provocava grandi emozioni negli appassionati. La mostra era anche una occasione per rivedere le gesta di alcuni nostri campioni locali come Pippo Fallarini, Settimio Simonini, Piemontesi e Fornara oltre alle gesta dei migliori corridori novaresi e verbanesi degli ultimi decenni. Le maglie del campionissimo Fausto Coppi erano state gentilmente concesse in esposizione dal cugino del grande Fausto, Piero Coppi.

Il futuro auspicato per il club castellettese dal Presidente Gianfranco Isotta, al suo 26° anno di dirigenza, è quello di avviare allo sport “puro” altre centinaia di ragazzi e ragazze, senza fare del professionismo un obiettivo assoluto, almeno sino a quando la salute dei ragazzi non sarà diventata prioritaria anche per coloro che scelgono questo sport come professione.

“Attualmente il nostro massimo obiettivo – afferma Gianfranco Isotta - è quello di vedere i nostri ragazzi divertirsi e crescere facendo sport in modo leale e senza scappatoie; un insegnamento anche per la vita. Fa piacere vedere che anche la nostra Federazione sotto la guida capace del bravo presidente Di Rocco sta facendo finalmente un grande lavoro, anche sul piano della cultura sportiva, salvaguardando gli atleti, anche coloro che hanno sbagliato, contribuendo all’affioramento del fenomeno nella sua gravità, ma soprattutto punendo coloro che lucrano dalla vendita dei prodotti dopanti e dalla loro prescrizione. Fino a poco tempo fa avevano pagato solo gli atleti, nell’immagine, finanziariamente e soprattutto nella salute”.